Dubrovnik-Neretva

Dove il fiume incontra il mare

Un luogo unico in Croazia

Una zona umida protetta dove il fiume Neretva incontra l’Adriatico e l’uomo raccoglie i frutti della terra e del mare.

Un’armonia millenaria testimoniata dalla sua storia minerale. La velocità attuale dei cambiamenti climatici provoca una rottura nell’equilibrio di confine dell’ambiente marino costiero: oggi il mare entra nel delta del fiume provocando la salinizzazione del suolo. La biodiversità è a rischio insieme all’agricoltura, principale mezzo di sostentamento delle comunità locali. Monitorare questi cambiamenti è di fondamentale importanza per il futuro delle comunità di uccelli che nidificano nei canneti, per le numerose specie ittiche e per le colture.

Il delta del fiume Neretva

Il fiume Neretva ha origine nelle vicine alpi Dinariche della Bosnia ed Erzegovina. Da qui, il suo corso prosegue per 225 km fino a raggiungere le coste dalmate del mare Adriatico dove si estende il suo delta. La ricchezza di questo territorio si esprime attraverso la varietà del suo paesaggio, dai numerosi laghi costeggiati da promontori alla laguna vera e propria. Il percorso sinuoso del fiume crea habitat di interesse comunitario per 150 specie ittiche marine e fluviali e per lo svernamento e le migrazioni di oltre 300 specie di uccelli marini. L’area è infatti protetta da diverse reti e convenzioni internazionali, quali la Convenzione di Ramsar sulle zone umide di importanza internazionale. In quanto ambiente di transizione costiera, la foce del fiume Neretva svolge un importante ruolo nel trattenere sedimenti e proteggere l’entroterra da inondazioni grazie alla presenza di estesi canneti, vegetazione tipica delle aree umide.

ll valore ambientale di un’area di transizione

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Vicko Grkeš

Contea Dubrovnik-Neretva

Ana Tutavac

Agenzia Pubblica per la Gestione delle aree protette della Contea di Dubrovink-Neretva

Tra orti e frutteti

Sui lembi di terra che emergono tra fiume e mare, le comunità locali, che contano circa 35.000 persone, praticano forme di agricoltura tradizionale grazie a sistemi di canali per il drenaggio. Tra gli specchi d’acqua si trovano orti, frutteti e colture di mandarini, primo prodotto agricolo della zona. L’intervento dell’uomo – soprattutto l’utilizzo di monocolture che provoca inquinamento da fertilizzanti e frammentazione degli habitat – ha lasciato la sua impronta sugli ecosistemi acquatici caratteristici di queste zone umide. Qui, nelle aree lagunari con acqua salmastra, numerose specie di pesci marini, tra cui l’anguilla, depongono le loro uova. Per proteggere la biodiversità unica di questi ambienti sono state create sette diverse aree protette nella zona del delta e dei laghi circostanti. Oggi però queste aree affrontano un’altra minaccia, quella dell’intrusione salina.

Un delicato equilibrio tra fiume e mare

Il delta del fiume Neretva incontra il mare in un gradiente di habitat che passa dai laghi di Baćina, nati da depressioni carsiche, ad ambienti lagunari, dove l’acqua diventa salmastra e i canneti ospitano numerose specie di uccelli e pesci lagunari. Il prezioso equilibrio tra acqua dolce e salata è messo a rischio dai cambiamenti climatici che causano una diminuzione delle precipitazioni, principalmente nelle stagioni estive. Con la diminuzione delle piogge il livello d’acqua del fiume si riduce e il mare prende spazio. Il flusso d’acqua salata aumenta sconfinando nell’area di foce.

Intrusione salina e impatti

L’intrusione salina minaccia gli habitat di transizione. Le specie d’acqua dolce migrano e insieme all’acqua salata avanzano le specie marine e quelle invasive. Il cambiamento annuale delle condizioni ecologiche è spesso causa di mortalità e comporta gravi rischi per la biodiversità autoctona. I cambiamenti avvengono in un territorio già segnato da un’ulteriore riduzione del flusso d’acqua causata dalla costruzione di impianti idroelettrici sul tratto di percorrenza del fiume in Bosnia ed Erzegovina. La salinizzazione modifica il suolo e mette a rischio anche le attività agricole, da cui le comunità locali dipendono largamente.

I cambiamenti ecologici
dovuti all’intrusione salina

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Ana Tutavac

Agenzia Pubblica per la Gestione delle aree protette
della Contea di Dubrovink-Neretva

Monitorare gli ambienti lagunari

Per monitorare gli effetti dell’intrusione salina negli ambienti lagunari, nel contesto del progetto AdriaClim, sono stati installati nuovi sensori che rilevano la salinità, i livelli di ossigeno e la temperatura dell’acqua in diversi punti della contea di Neretva tra i laghi di Baćina e il delta del fiume. Grazie ai rilievi scientifici, i modelli sulla progressione futura dell’acqua marina potranno essere migliorati con nuove conoscenze e dati sul fenomeno. Questi modelli permetteranno una migliore salvaguardia della biodiversità endemica e forniranno preziose informazioni agli abitanti sui possibili rischi per l’agricoltura.

Come cambia il clima marino

Non lontano dal delta del Neretva, nella baia di Slano, è stata installata una stazione meteo-oceanografica del progetto AdriaClim che raccoglierà ulteriori informazioni sul vento, le precipitazioni, il livello marino e l’intensità delle onde per pianificare in maniera efficace l’adattamento ai cambiamenti futuri.

Le attività di monitoraggio
del progetto AdriaClim

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Vicko Grkeš

Contea Dubrovnik-Neretva​

Riteniamo che la nostra ricerca porterà nuove conoscenze sulla salinizzazione nel delta del fiume Neretva e che in futuro saremo in grado di fornire previsioni affidabili su questo fenomeno avverso

Gordana Beg Paklar

Capo del laboratorio di oceanografia fisica presso

l’Istituto di Oceanografia e Pesca (IOF) di Spalato

Uno sguardo nel futuro

Il futuro della foce del delta del Neretva è strettamente legato ai cambiamenti climatici su scala locale e l’intrusione salina è destinata ad aumentare. La scarsità delle acque dovuta alle ridotte precipitazioni e all’intervento dell’uomo sul corso del fiume rischia di compromettere il delicato equilibrio tra acqua dolce e salata che dà vita alla biodiversità unica di un ambiente di transizione. Il monitoraggio del fenomeno dell’intrusione salina fornisce importanti dati per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la riduzione dei rischi per la biodiversità e l’agricoltura.